Fumetto Made in Italy
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04 — BRANISLAV KERAC

BANE KERAC, CINQUANTA ANNI DI FUMETTI.

Branislav “Bane” Kerac nasce il 7 settembre 1952 a Novi Sad, cuore della Vojvodina, in una Jugoslavia che ancora sognava di essere un ponte tra Est e Ovest. Fin da bambino, raccontano le cronache famigliari, a quattro-cinque anni, riempie quaderni di scarabocchi: non pupazzetti qualunque, ma già figure che si muovono, combattono, saltano da un palazzo all’altro. Negli anni Settanta,  il giovane Bane si fa le ossa su testate jugoslave come “YU strip”, “Strip art” e soprattutto “Kerempuh”. Disegna di tutto: umoristico, western, horror, avventura. Ma è nel 1975 che arriva il primo colpo grosso: insieme allo sceneggiatore Svetozar “Zdravko” Obradović crea Kobra, un agente segreto letale e con un nome che già promette guai. Kobra diventa un piccolo cult nei Balcani: action secco, inchiostri nervosi, vignette che sembrano pugni. Kerac dimostra di saper maneggiare il bianco e nero come pochi: linee taglienti, ombre profonde, anatomie esagerate ma credibili.

Poi, negli anni Ottanta, arriva il personaggio che lo rende famoso oltre i confini jugoslavi: Cat Claw. Deborah “Cat” Claw è una ragazza morsa da un gatto radioattivo (omaggio dichiarato a Spider-Man), che di notte si trasforma in una vigilante felina, artigli, tutina attillata e curve da sexy star. Ma sotto la strizzata d’occhio erotica c’è un ritmo pazzesco, un umorismo caustico e una parodia affettuosa di tutto il fumetto supereroistico americano. Cat Claw esce su “Strip Zabavnik” e poi in albi, vende tantissimo in patria e finisce tradotta in una decina di lingue. Negli Stati Uniti arriva pure in versione “soft”, con lo pseudonimo H.M. Baker, per Dark Horse e altri editori.

Kerac non si ferma lì. Disegna Tarzan per il mercato jugoslavo (versione autorizzata, anni Ottanta-Novanta), illustra poster per Masters of the Universe, crea Gvozdeni Ratnik (Iron Warrior), si diverte con horror e fantascienza. Il suo tratto è inconfondibile: dinamico, carnoso, con un’energia quasi rock. Non a caso Bane suona pure la batteria nei GeroMetal, gruppo heavy metal serbo: stesso spirito selvaggio, stesso volume alto.

Negli anni Duemila e oltre continua a lavorare, spesso in proprio o con piccoli editori, mantenendo uno stile che non invecchia. Ristampe, omnibus, mostre in mezza Europa. Cat Claw resta il suo biglietto da visita, ma chi conosce davvero Kerac sa che dietro la pin-up felina c’è un artigiano instancabile, uno che ha attraversato guerre, embargo, cambi di regime e mode senza mai smettere di disegnare. L’incontro con lo sceneggiatore italiano Moreno Burattini, nel 2015, gli apre le porte della Sergio Bonelli Editore e della  collaborazione alle storie di Zagor, un personaggio che  è molto popolare,fin dagli anni Sessanta, in Serbia e negli altri Paese della ex Jugoslavia.

Oggi Bane Kerac è uno dei nomi più illustri del fumetto serbo, un classico vivente che ha insegnato a generazioni di disegnatori balcanici come si fa a raccontare storie con le matite e un ghigno. Perché, in fondo, il suo motto non dichiarato è sempre stato: se deve essere action, che sia action fino in fondo. E possibilmente con un po’ di curve e un bel rullante di batteria in sottofondo.

 

IO E BANE KERAC, Di Moreno Burattini

Ho incontrato per la prima volta Bane Kerac nella città di Kraguievac, in Serbia, nel luglio del 2011. In quella località viene allestita ogni estate una manifestazione fumettistica e in quell’anno io ero stato invitato per festeggiare anche alle falde dei Balcani il cinquantennale dello Spirito con la Scure. Bane, uno fra i più conosciuti e amati artisti serbi, attivo da decenni sia nella sua terra che all’estero, mi parlò della grande popolarità di gode il Re di Darkwood in tutti i Paesi della ex-Yugoslavia e mi spiegò che gli sarebbe piaciuto disegnare una storia di Zagor. Mi mostrò, fra le altre cose, le sue tavole di Tarzan, più alcuni lavori western: ne rimasi molto colpito.

La seconda volta che ho visto Kerac mi trovavo, invece, in Croazia. Per la precisione, nella località balneare di Makarska, vicino a Spalato, nel maggio del 2012, sempre impegnato per una kermesse dedicata agli eroi di carta. Il rivederlo è servito a concretizzare la proposta: poiché in Italia stava prendendo forma l’idea di una nuova collana di storie autoconclusive tutte a colori, il Color Zagor, era appunto una di queste che Bane avrebbe potuto illustrare, se le sue prove fossero andate bene. Non avevo dubbi che sarebbero state perfette, avendo avuto modo, nel frattempo, di vedere quel che Kerac aveva disegnato nella sua carriera ed essermi convinto del suo grande talento. La Casa editrice si è detta d’accordo con me e, di lì a pochi mesi, gli ho spedito le prime tavole di una mia sceneggiatura, “Il passato di Guitar Jim” (2015), una storia a colori in cui si scopre chi  il passato di un comprimario ricorrente nel microcosmo zagoriano, creato da Sergio Bonelli nel 1967, svelando chi ha insegnato a Jim a suonare la chitarra, chi a sparare, perché la prima volta abbia ideato il nascondiglio della pistola nella cassa armonica del suo strumento, come mai un bravo ragazzo dalla faccia pulita come Jim sia diventato un rapinatore ricercato dalla legge. La seconda collaborazione è quella de “Il pueblo misterioso” (2019). Ha fatto seguito, nel 2020, un altro Color, “La missione di Drunky Duck”, quindi ecco “L’agente di Altrove” (2026) Dieci anni dopo, il bilancio è di quattro storie realizzate insieme, per totale di quasi novecento pagine.

Lavorare con Kerac è sempre stato molto piacevole e gratificante.  E’ un peccato essere divisi dall’Adriatico, ma ci scriviamo spesso e ci siamo incontrati varie volte, ospiti entrambi di manifestazioni in cui sono state mostrate in anteprima le sue tavole zagoriane: a Herceg Novi in Montenegro nel 2014; a Riminicomix nel 2015, dove è avvenuto il suo primo, festoso incontro con i fan di Zagor italiani; a Mostar, in Bosnia Erzegovina, nel 2017; in Sardegna per il rendez-vous degli Amici di Zagor, nel 2019.

In più, c’è una cosa che ci unisce, oltre alla passione  per gli stessi fumetti, le stesse atmosfere, lo stesso modo di concepire l’avventura: la data di nascita. Tutti e due, infatti, siamo nati il 7 settembre (lui esattamente dieci anni prima di me, nel 1952). Non per caso, mi chiama affettuosamente “fratello oroscopo”.

Da esperto narratore qual è, ha migliorato in molti passaggi i miei racconti, aggiungendo sorprendenti trovate per far combattere il Re di Darkwood in modo dinamico, rendendo spettacolari le inquadrature. Colpisce in lui il suo essere un professionista che sa raccontare nel modo più efficace ogni sequenza, così che le vignette si succedano fluide e impeccabili, e allo stesso tempo dimostrarsi divertito e appassionato, complice del lettore e dello sceneggiatore. Talmente complice che non appena mi sono accorto di quanto fosse bravo nel realizzare le figure femminili, ho finito per fargliene disegnare il più possibile, e dare spazio nelle nostre storie a donne caratterizzate da forti personalità, come Julia Shulz e Chloe Storm. Prima di loro, del resto, Bane ha disegnato per anni una super eroina di sua creazione chiamata Cat Claw.

Complimenti per le artigliate, fratello oroscopo!

Cronologia essenziale

Anni ’70

 Lieutenant Tara (Poručnik Tara) (1975): segna il  suo debutto ufficiale, un fumetto bellico ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, creato insieme a Svetozar Obradović.

Kobra (1976): Creato con Svetozar Obradović, segue le avventure di uno stuntman. Divenne uno dei titoli più popolari in Jugoslavia negli anni ’80.

Eltand & Argus (1977): Serie fantasy pubblicata sulla rivista Stripoteka

 

Anni ’80

Cat Claw (1981): La sua creazione più celebre, una supereroina nata come parodia/omaggio ai fumetti Marvel. Ha avuto un enorme successo internazionale, venendo pubblicata in USA (da Malibu/Eternity Comics), Francia e Scandinavia.

 Il Grande Blek (1982): Kerac ha scritto e disegnato storie per la produzione jugoslava del celebre personaggio della EsseGesse .

Tarzan (1982-1990): È stato uno dei principali autori della produzione jugoslava su licenza di Tarzan per l’editore Marketprint, realizzando decine di episodi.

Billy Pljuca (Billy the Spit): Una serie western umoristica e parodistica. 

 

Anni ’90

The Black Pearl (1996): Mini-serie scritta da Mark Hamill ed Eric Johnson per la Dark Horse Comics, disegnata da Kerac.

Ghost: Collaborazioni per la testata della Dark Horse Comics

 

Anni 2000

 Zagor (2015): Kerac è entrato stabilmente nello staff di Sergio Bonelli Editore, diventando uno dei disegnatori di punta di Zagor.

The Phantom (L’Uomo Mascherato): ha collaborato con l’editore scandinavo Egmont per storie del leggendario personaggio di Lee Falk.