Fumetto Made in Italy
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05 — ALEKSANDAR ZOGRAF

Aleksandar Zograf e il fumetto come memoria collettiva

Aleksandar Zograf, pseudonimo di Saša Rakezić (1963, Pančevo), è una figura centrale del fumetto contemporaneo dell’Europa sud-orientale, noto per la sua capacità di intrecciare dimensione autobiografica, memoria storica e immaginazione. Attivo dalla metà degli anni Ottanta, inizia a pubblicare nel 1986 su riviste serbe, per poi affermarsi rapidamente sulla scena internazionale a partire dai primi anni Novanta.

La sua produzione si distingue fin da subito per una forte diffusione all’estero, con collaborazioni su importanti riviste del fumetto indipendente e della cultura visiva come Weirdo, The Comics Journal, Zero Zero, Rare Bit Fiends e molte altre, tra Stati Uniti, Europa e oltre. Questo inserimento nel circuito internazionale contribuisce a definire Zograf come una voce originale del fumetto underground globale.

Uno degli aspetti più significativi della sua poetica è la fusione tra esperienza personale e dimensione onirica. Le sue opere spesso esplorano sogni, visioni e stati di coscienza alterati, come nella serie Psychonaut, affiancando a questi elementi una riflessione costante sulla storia e sull’identità. Parallelamente, lavori come Life Under Sanctions e Flock of Dreamers mostrano già una tensione verso il racconto del reale filtrato attraverso una sensibilità intima e soggettiva.

Il momento più rilevante della sua carriera coincide con i bombardamenti NATO in Serbia (1999). Durante questo periodo, Zograf realizza una serie di reportage sotto forma di e-mail, diffusi online e successivamente raccolti in volumi come Bulletins from Serbia, Lettere dalla Serbia ed E-Mails de Pancevo. Questi lavori rappresentano una testimonianza diretta della vita quotidiana sotto assedio e costituiscono uno degli esempi più significativi di fumetto come strumento di cronaca e memoria storica.

Da questa esperienza nasce anche uno dei suoi lavori più noti, Regards from Serbia, inizialmente pubblicato online tra il 1999 e il 2001 e poi raccolto in volume. In esso, Zograf sviluppa una narrazione diaristica che combina osservazione quotidiana, riflessione politica e dimensione personale, consolidando il suo ruolo di autore capace di raccontare il conflitto da una prospettiva umana e non retorica.

Nel corso della sua carriera, Zograf ha pubblicato un numero estremamente ampio di opere in diversi paesi, tra cui Italia, Francia, Stati Uniti, Serbia e Giappone. Tra i titoli più rilevanti si possono ricordare, oltre a quelli già citati, Dream Watcher, Bons Baisers de Serbie, Vestiges du monde, Les lettres d’Hilda Dajč e Il quaderno di Radoslav e altre storie della II guerra mondiale, che dimostrano la continuità della sua ricerca tra memoria storica e narrazione visiva.

Accanto alla produzione editoriale, Zograf ha svolto un’intensa attività culturale internazionale, partecipando a festival, conferenze e mostre in Europa, Stati Uniti e Asia, tra cui il Festival di Angoulême e Lucca Comics. Le sue opere sono state esposte in importanti istituzioni, come il Cartoon Art Museum di San Francisco, contribuendo al riconoscimento del fumetto come forma d’arte contemporanea.

Un ruolo fondamentale è stato svolto anche nel contesto locale: Zograf è stato direttore artistico del festival GRRR! a Pančevo e promotore di numerose iniziative culturali, tra cui workshop, incontri e programmi dedicati al fumetto e alle arti visive. Questa attività testimonia il suo impegno non solo come autore, ma anche come figura attiva nella diffusione della cultura fumettistica.

Nel complesso, l’opera di Aleksandar Zograf si configura come un esempio emblematico di fumetto inteso come archivio della memoria collettiva, capace di trasformare esperienze individuali in narrazioni universali. Attraverso un linguaggio visivo essenziale ma profondamente evocativo, Zograf offre uno sguardo unico sulla storia recente dei Balcani, dimostrando il potenziale del fumetto come mezzo di testimonianza, riflessione e resistenza culturale.

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